Il Liberty a Tavola – Romano Canavese

Il Liberty a TavolaLa Fondazione Arte Nova ha il piacere di invitarvi alla mostra: “Il Liberty a Tavola” che si aprirà a Romano Canavese sabato 9 aprile alle ore 15.
DOVE: in Via Fiume 15, Romano Canavese,(TO)
QUANDO: dal 9 aprile 2016 al 9 luglio 2016
ORGANIZZAZIONE: Fondazione Arte Nova
CURATORE: Cristina Ariagno

Orari di apertura: da mercoledì a domenica dalle 15.00 alle 19.00.
Al mattino per gruppi su prenotazione.
Aperture straordinarie: 1 Maggio, 2 Giugno.
Costi ingresso:
– Intero: Euro 6,00
– Ridotto: Euro 4,00
Ingresso ridotto per ragazzi fino a 18 anni, visitatori oltre 65 anni, possessori Tessera Abbonamento Musei Torino Piemonte 2016

Una finestra sul Canavese nel primo 900

MOSTRA STORICO – DOCUMENTARIA
UNA FINESTRA SUL CANAVESE NEL PRIMO ‘900
Una finestra è un segno nel costruito, lo sguardo oltre il suo davanzale una proiezione spazio-temporale opportunamente conchiusa
12 SETTEMBRE – 11 OTTOBRE 2015
SALONE POLIVALENTE COMUNE DI PARELLA
Inaugurazione sabato 12 settembre, ore 16
Orari di visita:
giovedì e sabato, 15-18
domenica, 10-18
scolaresche e gruppi, su appuntamento
Ingresso:gratuito

Per informazioni e prenotazioni:

Comune di Parella tel. 0125 76120
Ezio Amprimo 335 5986902;
Jose Ragona 347 0675630;
E-mail: ass.pedaneus@gmail.com

Promotori:
Comune di Parella e Associazione Culturale Pedaneus

Ideatori e curatori:
Roberto Comitini, già Sindaco di Parella, i componenti dell’Associazione Culturale Pedaneus, M. Grazia Imarisio, Diego Surace
Riprese fotografiche ed elaborazioni graphic computer:
Diego Surace
La mostra è parte integrante del Progetto ‘900 Carnet Canavese Musica Lettere Architettura, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo
In collaborazione con:

Osai A.s. S.r.l. Automazione e robotica, Parella
Prestatori:

Museo Nazionale del Cinema di Torino; Fondazione Arte Nova, Romano Canavese; Filmar-Martinetto group, Caselle Torinese;Cristina Ariagno, Romano Canavese; Pasticceria Roletti, San Giorgio Canavese; Archivio-Collezione Imarisio-Surace, Moncalieri; Boutique Nostalgia, Moncalieri; Collezione Malvezzi, Parella; Collezionisti privati

Anteprima mostra
Semplici, binate, tripartite, a oculo, alte e strette, a profilo arcuato, colorate da vetri cattedrali… le
finestre di Parella si spalancano verso paesaggi e ambienti che da secoli trasmettono, giorno dopo giorno
messaggi di bellezza e di vita vissuta, testimoni e archivio di una storia talora di non immediata ricezione,
che costituisce un bene da proteggere e valorizzare.
La mostra Una finestra sul Canavese nel primo ‘900 ritaglia e ripercorre un capitolo tra i più intensi, vitali
e affascinanti di questa storia ultrasecolare, incentrata lungo quell’ombroso tratto di strada, coperto da un
pergolato di viti, che partendo da Parella s’addentrava in Colleretto per salire a Loranzè Alto, oltre cui si
staglia «folta d’ombre la Serra». E non è casuale che questa mostra si tenga proprio «sul declinare dell’estate,
nella pace settembrina», cantata, amata, prediletta e vagheggiata da poeti e scrittori che hanno fatto di questi
luoghi un autentico ambiente dello spirito.
Allora, e in particolare tra gli ultimi decenni dell’800 e i primi lustri del ‘900, s’ingenera in questa
porzione di Canavese una straordinaria storia di rapporti parentali, alleanze matrimoniali, una comunanza di
impegno culturale, politico ed economico tra aristocratici, intellettuali, artisti, scienziati, esponenti dello
spettacolo, dell’industria e dell’alta finanza che fanno di Parella e dell’adiacente Colleretto la sede di una
fucina prestigiosa del più elevato pensiero laico. A testimonianza concreta restano oggi le case teatro di
quest’episodio originale ed eclettico, quasi tutte in vario modo legate alla famiglia Giacosa ed esse stesse
episodio d’arte e di apertura a una cultura architettonica che supera i confini subalpini e nazionali per
innovative proiezioni oltre-alpine.
Sarà proprio GIUSEPPE GIACOSA (1847-1906) ad accogliere i visitatori all’inizio del percorso
espositivo, tratteggiato nella sua statura di artigiano del linguaggio che ha saputo incidere profondamente
nel contesto culturale del proprio tempo; un uomo che dal “piccolo mondo del Canavese” è approdato nel“grande mondo” dell’arte, per poi portare il “grande mondo” nella sua Grande Arca, come il poeta Francesco
Pastronchi ha definito Villa Giacosa. Da Carducci a Boito, a De Amicis, Pascoli, Verga, Sarah Bernhardt,
Eleonora Duse, Puccini, D’Annunzio, Bistolfi, tutta l’intellighenzia dell’epoca è passata in questa parte di
Pedanea, lasciando le firme sui muri del portico della villa, oggi “museo degli autografi”.
A fianco di Giacosa sfilano l’avv. FRANCESCO CARANDINI (1858-1946), il senatore LUIGI ALBERTINI
(1871-1941) e altri illustri parellesi di nascita o d’adozione, protagonisti della storia Canavesana, del Piemonte
e nazionale, come l’imprenditore chivassese GIACOMO BOSSO (1854-1934). Esponente dell’alta finanza
subalpina, titolare di varie cartiere, è fra i fondatori con Agnelli, De Benedetti e altri importanti industriali
subalpini della Lega industriale di Torino. Giunto a Parella nel 1885, il cav. Bosso inaugura una radicale
svolta nel sistema economico locale, sino allora imperniato su tradizionali moduli agricoli-manifatturieri. La
sua storica Cartiera, fondata sin del 1477 dai conti di San Martino, diventerà fondamentale polo
occupazionale e fucina di sperimentazioni tecniche e tecnologiche su metodi e materiali di produzione e per
l’antesignana introduzione di strutture portanti in calcestruzzo armato Sistema Hennebique, che consente
grandi luci senza bisogno di sostegni intermedi.
Ancora ragazzo operaio alla Cartiera, poi emigrante negli Stati Uniti, di nuovo in Cartiera con
incarichi di responsabilità e infine rappresentante e negoziante di carta è il cav. GIACOMO BARATTIA (1889-
1975), le cui residenze permangono immerse nel vasto parco secolare che si sviluppa a monte della
Provinciale, sulla terrazza naturale aperta verso la piana, dove la Dora «cerulea» scende al Po. Nella villa
padronale derivazioni medievali riflettono esperienze nel «restauro dell’antico» e l’eccezionale apparato di
manufatti ornamentali testimonia l’attività di abili maestri artigiani locali. Autentico unicum nel panorama
dell’architettura canavesana è invece il vicino villino, per la tipologia cottage e la particolare declinazione
dell’arte nuova, che invia alle sperimentazioni di Darmstadt, nel segno di una progettazione integrale e di
una visione che aspira a fondere arte e vita.
«Dalla mia casa, alta sul colle di Parella, io vedo ad ogni volger d’occhio la Cartiera, il nostro antico
Batùr fumante, laggiù, in fondo ai bassi prati della Torrazza» scriverà nel 1945 Francesco Carandini, figlio
del marchese Federico e di Elisa Realis, zia di Giuseppe Giacosa. Avvezzo a trascorrere lunghi periodi di
villeggiatura nella sua soleggiata «casa sul poggio», dall’incomparabile posizione panoramica, tra alberi e
vigneti, interrompe una brillante carriera prefettizia e si dedica allo studio della storia e alla poesia,
pubblicando fondamentali scritti soprattutto sul Canavese e sull’opera di Alfredo d’Andrade, di cui è primo
biografo.
Splendidamente panoramica è anche la villa dell’anconetano senatore Albertini, Direttore del Corriere
della Sera, fautore de La Domenica del Corriere e del Corriere dei Piccoli, storico e «figura fortemente collegata alla
Pedanea». Marito di Piera Giacosa, figlia del noto drammaturgo, Albertini considera quella casa col suo
grande parco, le dipendenze, le serre e la limonaia il suo buen retiro e «un affetto appassionato» lo spinge a
soggiornarvi per lunghi periodi. A conferire l’attuale aspetto al complesso è il marchese Achille Majnoni
D’Intignano (1855-1935), architetto regio di Umberto I, autore di giardini, ville e arredi d’interni per l’alta
società. L’iniziale disegno della villa sull’altura tra Parella e Colleretto si deve invece all’ing. Alberto Aluffi,
originario di Ivrea, affermato e richiesto professionista, collaboratore del Majnoni e di altri illustri progettisti
del tempo.
La villa che a Parella porta il nome dell’ingegnere eporediese permane a mezza costa, emergendo per
il timpano classico e ancor più per la dicotomia orizzontale del piano nobile, così da assumere nel contesto
urbano una forte connotazione ambientale. All’ing. Tancredi Aluffi, figlio di Alberto, si deve la
toscaneggiante Villa Malvezzi, dove aleggiano memorie di dimore castellate del ‘500, coniugate a evocazioni
neorinascimentali, e gli interni affrescati conservano manufatti di pregio, accomunati a una regia stilistica
assegnabile a Elena Giacosa. Nipote del noto drammaturgo, colta e raffinata, è moglie dell’avv. GIOVANNI
MALVEZZI (1887-1972), vicentino di nascita e parellese d’adozione, Direttore della filiale fiorentina del
Credito Italiano, Direttore Generale dell’IRI e Presidente di Monte Amiata.Seguendo una prassi di eclettismo professionale, allora diffusa, l’ing. ALBERTO ALUFFI figura fra i
soci fondatori della storica fabbrica OLIVETTI di Ivrea, nata «in loco proprio del Signor Ing. Camillo Olivetti»
il 29 ottobre 1908, per decenni una delle eccellenze industriali europee, da cui uscirà la prima macchina
calcolatrice del mondo, antenata dei moderni computer. La nascita dell’azienda olivettiana e di altre fabbriche
eporediesi, come la Soie de Châtillon, fondata nel 1922, è destinata a portare notevoli benefici occupazionali
ed economici ai territori di Parella e delle località vicine.
A favorire e consolidare quest’apertura industriale concorre in modo sensibile l’inaugurazione,
sempre nel 1908, dell’innovativo servizio di TRASPORTO FILOVIARIO ELETTRICO Cuorgnè-Ivrea, primo in
Piemonte e primo intercomunale del Paese, alimentato da una piccola centrale sul Chiusella, quando ancora
in gran parte dell’Italia e del Canavese si usavano lumi a petrolio e fanali a gas. Al passaggio di quelle vetture
è però anche legata la prima possibilità per molta gente del posto di vedere luoghi diversi, incontrare nuove
persone, raggiungere con maggiore facilità mercati e negozi di città.
A corollario di questo viaggio espositivo tra personaggi e dimore, si allineano splendide e suggestive
IMMAGINI D ’ EPOCA , documento storico e al tempo stesso restituzione di ambienti, luoghi e temperie sociali
che aprono un varco oltre il quotidiano, facendoci constatare una dimensione d’esistenza nella quale si
condensano il mito e le illusioni, il senso laico del sacro e quello del bello. Mentre uno schermo proietta un
raro spezzone di FILM , dal Moi aussi j’accuse girato dalla Pathé Consortium Cinéma nel 1923. Narra il divertente
gioco di un bimbo di campagna, nell’epoca in cui i giocattoli erano un lusso di pochi e allora il regista diventa
un maestro nel far recitare gli animali.
E ancora MOBILI e SOPRAMMOBILI LIBERTY , CARTOLINE ILLUSTRATE , COLORATISSIME AFFICHE
PUBBLICITARIE già protese a una nuova estetica di larga diffusione, QUADRI , LIBRI , RIVISTE e FASCINOSI ABITI ,
CAPPELLI , SCIARPE , TESSUTI , PASSAMANERIE D ’ EPOCA che ci proiettano indietro nel tempo di oltre un secolo,
nell’enfatizzazione tutta Belle époque di una generale ispirazione al linearismo e alle curve continue, che è
tipicamente Art nouveau.
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, preparazioni di DOLCI LIBERTY , serviti secondo i riti di un
secolo fa, nel magico scenario di un parco tra i più suggestivi: domenica 20 settembre e domenica 4 ottobre,
ritrovo alle ore 15 davanti al Municipio di Parella per un tour guidato alle ville storiche di Parella e a
conclusione, merenda a base di dolci Liberty.
Puntuali pannelli descrittivi e approfondimenti tematici, per una fruizione a livelli, integrano il
portato didattico della mostra, rivolta a un pubblico di ogni età. Tutti potranno compiere un coinvolgente
viaggio a ritroso nel tempo, accompagnati dalla sensibile e quasi evanescente MUSICA DI REYNALDO HAHN
(esecuzione pianistica di Cristina Ariagno), al di là di ogni retorica e di qualsivoglia affondo nostalgico perché
è la cultura a riportare alla ribalta un mondo ancora tangibile in diverse forme del concreto quotidiano.
Soprattutto i più giovani entreranno così in contatto con un patrimonio di conoscenze utile ad arricchire il
loro vissuto, sovente privo di ricordi del territorio.
In occasione della mostra Una finestra sul Canavese nel primo ‘900 e grazie al contributo della Fondazione CRT,
il Comune di Parella e l’Associazione Culturale Pedaneus hanno operato la ristampa anastatica del volume Scintille
in Canavese – Storia della filovia Cuorgnè-Ivrea e testimonianze sugli aspetti della vita dell’epoca.
La mostra sarà inoltre occasione per conferire la cittadinanza onoraria di Parella al prof. Andrea Carandini,
Presidente del FAI, nipote di Francesco che ha fatto erigere la succitata “Casa sul poggio”.
L’Associazione culturale Pedaneus nasce nel 2002 su iniziativa di un ristretto gruppo di rappresentanti dei cinque paesi che
compongono la Pedanea (Loranzè, Colleretto Giacosa, Parella, Quagliuzzo e Strambinello), consapevoli che solo
attraverso la reciproca collaborazione le piccole comunità possano reperire le risorse per realizzare progetti di carattere
socio culturale.
Obiettivi dell’Associazione sono studiare, valorizzare e diffondere la cultura popolare, la storia e le risorse artistiche,
culturali e naturali della Pedanea attraverso pubblicazioni, conferenze, mostre, incontri, escursioni.

 

 

 

 

News

Presupponendo che con il  termine Pedanea si definisce quella zona del  Canavese che comprende i

comuni di Loranzè, Colleretto Giacosa, Parella, Quagliuzzo e Strambinello.

Nel 2000 nasce un gruppo di lavoro che ha come obiettivo far conoscere il territorio dei cinque

paesi della Pedanea.   Viene realizzato un piccole volume dal titolo “Cinque Paesi da riscoprire”  ,

guida informativa e conoscitiva del territorio

Nel 2002 nasce L’ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDANEUS, con l’obiettivo di studiare,

valorizzare e far conoscere la cultura popolare, la storia, le risorse artistiche e naturali

principalmente del  territorio della Pedanea.

Nel corso degli anni la nostra Associazione ha realizzato conferenze, incontri, serate a tema e

alcune pubblicazioni:

Nel 2004 il volume “Andar per Vigne” attestante l’importanza storica, economica, e anche di

costume della viticoltura nei nostri paesi, dall’inizio del secolo scorso ad oggi.

Nel 2008, in occasione del centenario dell’inaugurazione della filovia Ivrea-Cuorgnè , in

collaborazione con gli Amici dell’Archivio audiovisivo Canavesano, è stato realizzato il volume

“Scintille in Canavese” che traccia la storia e i fatti ad essa correlati, della prima filovia in

Piemonte totalmente alimentata con l’energia idroelettrica.

Ultima impegno dell’Associazione è il volume prodotto per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia

dal titolo “1861 la Pedagna deliberava”.

Realizzato analizzando e trascrivendo le delibere comunali e vari documenti amministrativi ,

ricercati negli archivi comunali dei cinque paesi della Pedanea, nel periodo che intercorre tra il 1860

e il 1863. Con questo nostro lavoro abbiamo voluto ricostruire la storia, i problemi, le esigenze del

territorio, accadute 150 anni fa.